Emmure – Eternal Enemies

emmure-eternal-enemies-recensione 2/5
La formula si ripete trita e ritrita, con un deathcore noioso e breakdown continui, qualche parte rappata e poco altro.

Frankie Palmeri ha trovato da tempo il modo di far parlare di sé. Gli Emmure hanno sostanzialmente detto tutto ciò che avevano da dire nei primi due dischi, da allora (“Eternal Enemies” è il sesto!) la formula si ripete trita e ritrita, con un deathcore noioso e breakdown continui, qualche parte rappata e poco altro. Tuttavia la genialata sta nell’infamare i (moltissimi) hater di un gruppo che sta diventando (volutamente) sempre più la caricatura di sè stesso. E fin quando ci sarà qualcuno che gli andrà dietro fiero di far parte di una famiglia di incompresi e reietti della società, il giochino continuerà con buon successo. Per chi guarda distaccato, gli Emmure sono un gruppo della sfiga, a prescindere da proclami, pose e boiate del genere oramai fuori dal tempo. Se fai il tamarro, quello che sputa in faccia e cerca il dissenso provocando per farsi pubblicità DEVI avere delle qualità, DEVI avere la musica buona, DEVI saper creare qualcosa (tipo, che ne so, Marilyn Manson al top della popolarità era davvero odiato e temuto, MA aveva scritto tre dischi della madonna, tipo). Altrimenti sei un povero babbo.


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