Gianluca Grignani Natura Umana

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Abbiamo dovuto aspettare qualche anno di troppo, ma finalmente in “Natura Umana” ritroviamo sprazzi di quel Gianluca Grignani non stereotipato e scontato che avevamo imparato a conoscere nei due sottovalutatissimi “La Fabbrica di Plastica” e “Campi di Popcorn“, validi esempi di un alternative mainstream che non è mai cresciuto all’interno di una musica leggera italiana

Abbiamo dovuto aspettare qualche anno di troppo, ma finalmente in “Natura Umana” ritroviamo sprazzi di quel Gianluca Grignani non stereotipato e scontato che avevamo imparato a conoscere nei due sottovalutatissimiLa Fabbrica di Plastica” e “Campi di Popcorn“, validi esempi di un alternative mainstream che non è mai cresciuto all’interno di una musica leggera italiana che stronca sul nascere tentativi di modernizzazione. Certo, i singoli pop “Un Ciao Dentro Un Addio” e qualche scontata soluzione della titletrack possono far svanire l’attenzione ma è proprio da “Sguardi” (terzo brano) in poi che il disco decolla sia in termini di testi e arrangiamenti. Un buon gusto vintage, chitarre che tornano a emergere e una batteria molto eighties per gli highlits di “Che Cosa Importa Se“, “Mondo Libero” e “Io Per Te“, fino alle buonissime “Finchè ti Dimentico” e “Le Scimmie Parlanti“, rock italiano come non se ne sentiva da tempo. Coraggioso, diretto e senza filtro.

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