Grenouer Blood On The Face

3/5
Se dalla cover sembra di aver a che fare con una tizia uscita dalla sala operatoria del video dei BMTH. In realtà la proposta dei russi (!) Grenouer è molto più easy e serena, incanalata verso un alternative metal US che fa tantissimo primi anni duemila (no i Linkin Park non c’entrano un cazzo contrariamente

Se dalla cover sembra di aver a che fare con una tizia uscita dalla sala operatoria del video dei BMTH. In realtà la proposta dei russi (!) Grenouer è molto più easy e serena, incanalata verso un alternative metal US che fa tantissimo primi anni duemila (no i Linkin Park non c’entrano un cazzo contrariamente a quanto han scritto tutti), e arriva probabilmente fuori tempo massimo. Che i Nostri sappiano suonare non è un mistero, inoltre la produzione esalta di bestia le strutture cadenzate e ricche di inserti elettronici e campionature. Il problema è l’eccessiva omogeneità dei pezzi, che tuttavia catturano immediatamente grazie a un impatto ribassato (sette corde rulz) e una batteria triggerata al punto giusto. Nel rappone della Steppa “Midday Show” (occasionale, perchè il cd è cantato tutto pulito, sentitevelo qua sotto) e nelle più tirate “Rejected” e “Last Stop” si trova il meglio dell’album. Carina anche la cover degli Stone Temple Pilots in chiusura di lavoro. Lavoro onesto e senza eccessive pretese, se non quelle di tastare il terreno a livello europeo per un gruppo già attivo in patria dagli anni novanta. (P.S.)


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