Haley Bonar – Last War

Haley Bonar Last War 3/5
Haley Bonar con questo lavoro sorprende un po’ tutti, decidendo di coprire la propria pelle alt-country con una nuova lucente tuta da rocker angosciante.

Cinque album incisi in svariati anni di attività e solo trentanni sulle spalle. Ecco la girovaga Haley Bonar, che con questo lavoro sorprende un po’ tutti, decidendo di coprire la propria pelle alt-country con una nuova lucente tuta da rocker angosciante. Nei nove brani di “Last war” sembra caduta di testa nella fascinazione per la decade degli ’80. Non quegli anni bui di plastica, ma quelli infuocati dalla new wave ruvida e scarna, un vero incendio visto da lontano restituito anche nella copertina del disco.

La sua voce suadente anni 60 plana su melodie tese, strumentali spettrali e furiosi, spruzzate di tematiche girl power, e manate di atmosfere che ricordano i Cure di “Disintegration”. Con semplicità riesce a inanellare hit indie, piene di intimismo tormentato ma anche capaci di essere potenziali singoli. Solo alla fine ritorna la sua vena folk, racchiudendo le sue origini musicali nella ballad “Eat for free”.

Luca Freddi


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