I Treni All’Alba 2011 AD

4/5
La proposta strumentale a metà tra il neo-folk e il progressive anni settanta (rigorosamente con chitarre acustiche) de I Treni All’Alba è originale e coinvolgente. “2011 A.D.” è una release che riesce nella complicata impresa di far dimenticare la realtà di tutti i giorni, affidandosi ad atmosfere oniriche, che sapranno portare l’ascoltatore attraverso viaggi classici

La proposta strumentale a metà tra il neo-folk e il progressive anni settanta (rigorosamente con chitarre acustiche) de I Treni All’Alba è originale e coinvolgente. “2011 A.D.” è una release che riesce nella complicata impresa di far dimenticare la realtà di tutti i giorni, affidandosi ad atmosfere oniriche, che sapranno portare l’ascoltatore attraverso viaggi classici ma non per questo scontati. Bastano “Attila” e “Il Demone” a far capire di che si parla, ed è un piacere trovare qualcosa di alternativo e credibile nello sterminato panorama musicale di questi tempi. Coraggiosi e variopinti, come quando arrivano “Tempi Moderni“, “Distrettotredici” e “Streghe” con i loro amplificatori decisi a farti capire che di cose da dire I Treni All’Alba ne hanno eccome. Tanta roba.

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