In My June – Blind Alley

in my june blind alley recensione 2/5
Due gli elementi che emergono, anche solo dopo un ascolto distratto. Una voce fin troppo graffiante su basi dall’effetto orchestrale reso con profonde note di violoncello. “Blind Alley” è il primo disco per In My June, band nata poco meno di un anno fa dall’incontro di Paolo (voce e chitarra), Ricky (cori e chitarra) e

Due gli elementi che emergono, anche solo dopo un ascolto distratto. Una voce fin troppo graffiante su basi dall’effetto orchestrale reso con profonde note di violoncello. “Blind Alley” è il primo disco per In My June, band nata poco meno di un anno fa dall’incontro di Paolo (voce e chitarra), Ricky (cori e chitarra) e Laura (violoncello). I primi due reduci dall’avventura Anarcotici, mentre la componente femminile vanta già un’esperienza concertistica internazionale.

L’album si muove tra cupi scenari e interpretazioni spesso tetre e strazianti che non sempre si sposano con le soluzioni strumentali. É l’acustico a prevalere e si sviluppa per tutta la scaletta con un unico intervallo di sessantatre secondi, “Thirty”, in cui il volume cresce e spezza il lento percorso dei primi brani. Il progetto non è per tutti i “palati”. Ma credo siano gli stessi In My June a non considerare una simile ipotesi.

Riccardo Rapezzi

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