Low – C’mon

low c'mon recensione /5
Tornano i Low, con il nono LP della loro ormai quasi ventennale carriera. C’Mon, il terzo album del trio di Duluth pubblicato sulla storica etichetta Sub Pop, vede la band riproporsi in maniera molto diversa rispetto all’ultimo Drums & Guns, uscito ormai quattro anni fa. Se infatti quel disco era lo spietato ritratto di un

Tornano i Low, con il nono LP della loro ormai quasi ventennale carriera. C’Mon, il terzo album del trio di Duluth pubblicato sulla storica etichetta Sub Pop, vede la band riproporsi in maniera molto diversa rispetto all’ultimo Drums & Guns, uscito ormai quattro anni fa. Se infatti quel disco era lo spietato ritratto di un Paese in guerra, con i musicisti chiamati a combattere contro la violenza militare, il cambio di stagione politica sembra aver portato a toni decisamente più morbidi.

Era da molto tempo che i Low non suonavano così rilassati come nel pezzo di apertura Try to sleep, con la sua melodia cristallina scandita all’unisono da glockenspiel e voce. Altrove, sono ancora presenti momenti di inquietudine, come nell’aggressiva Witches, ma il tono generale è quello di una band finalmente pacificata con il mondo che la circonda.

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