Lyriel Leverage

Lyriel Leverage Recensione 3/5
Quarta release per i tedeschi Lyriel, che tornano con “Leverage”. I tratti distintivi della band sono la presenza di strumenti quali violino e violoncello, che attribuiscono quel non so che di etereo al sound, e la bellissima voce della cantante Jessica Thierjung. La struttura del disco è quella classica di ogni album di questo genere:

Quarta release per i tedeschi Lyriel, che tornano con “Leverage”. I tratti distintivi della band sono la presenza di strumenti quali violino e violoncello, che attribuiscono quel non so che di etereo al sound, e la bellissima voce della cantante Jessica Thierjung. La struttura del disco è quella classica di ogni album di questo genere: canzoni dal palese imprinting gothic, come “Parting”, che si alternano ad un paio di ballad struggenti (una su tutte “Wenn Die Engel Fallen”). Il brano più convincente è “Voices In My Head” che, pur camminando sul binario goth/folk, lascia intravedere qualche contaminazione e un’apertura verso il rock.

“Leverage” non è un disco dal quale ci si possono aspettare rivoluzioni, anzi sarà abbastanza naturale fare paragoni con gruppi quali Within Temptation e simili, ma è comunque un album carino che, nei suoi 35 minuti, risulta gradevole. Consigliato agli amanti del genere.

Claudia Falzone


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