Mainline Azalea

4/5
I Mainline sono cresciuti: ci sono voluti quattro anni, ma la lunga gestazione ha portato ad un nuovo album come “Azalea“, di sicuro tra i migliori prodotti del filone post-hardcore usciti dall’Italia negli ultimi anni. Difficile non rimanere affascinati dall’alternarsi di rabbia ed emotività presente in brani come “The Romantic End“, forse la migliore canzone

I Mainline sono cresciuti: ci sono voluti quattro anni, ma la lunga gestazione ha portato ad un nuovo album come “Azalea“, di sicuro tra i migliori prodotti del filone post-hardcore usciti dall’Italia negli ultimi anni. Difficile non rimanere affascinati dall’alternarsi di rabbia ed emotività presente in brani come “The Romantic End“, forse la migliore canzone del lotto, in un lavoro nel quale l’impatto sonoro tipico del post-core moderno, che in alcuni casi sfoggia in un sound da metalcore di stampo nordamericano, si alterna a fraseggi puliti che richiamano i Deftones più sperimentali. Un contrasto che nei 37 minuti di durata non è mai stato proposto forzatamente, e di questi tempi la cosa è ampiamente positiva: non sarà un lavoro che rivoluzionerà la scena, ma è fatto così bene che il rimanere impassibili già dal primo ascolto è cosa assai difficile.

Nicola Lucchetta

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