Maya Galattici – Analogic Signals From The Sun

maya galattici analogic signals from the sun recensione 3/5
Atmosfere psichedeliche e ballad avvolgenti. I Maya Galattici debuttano con “Analogic Signals From The Sun” un album dal sapore rock e dall’aspetto vintage, con melodie morbide tra sound elettronico e soluzioni acustiche. La band trova la sua identità in Marco Pagot e Alessandro Antonel, due brillanti polistrumentisti con un passato nei Chinasky e un’esperienza pluriennale

Atmosfere psichedeliche e ballad avvolgenti. I Maya Galattici debuttano con “Analogic Signals From The Sun” un album dal sapore rock e dall’aspetto vintage, con melodie morbide tra sound elettronico e soluzioni acustiche.

La band trova la sua identità in Marco Pagot e Alessandro Antonel, due brillanti polistrumentisti con un passato nei Chinasky e un’esperienza pluriennale nel settore discografico. Nel 2010 si lanciano in un nuovo progetto che prende forma in soli dodici mesi e che oggi si fa largo nella scena indipendente italiana. “Analogic Signals From The Sun” non è altro che un viaggio fuori dallo spazio e dal tempo, fugace ma intenso, senza turbolenze e con ritmi seducenti. Il disco procede coerente nelle sue sonorità “spaziali”, con il solo finale più vivace a scuotere gli ultimi giri d’orologio.

Riccardo Rapezzi

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