Meganoidi Welcome In Disagio

Meganoidi Welcome In Disagio Recensione 3/5
I Meganoidi tornano con un sound sempre più robusto e maturo. “Welcome in Disagio” è l’ultima fatica della band genovese che raccoglie nelle nuove undici tracce costruzioni musicali ruvide e imbronciate, senza rinunciare mai agli accordi energici e d’impatto. Il nuovo album scorre solenne e incalzante al tempo stesso. T’investe nei primi minuti di “Ora

I Meganoidi tornano con un sound sempre più robusto e maturo. “Welcome in Disagio” è l’ultima fatica della band genovese che raccoglie nelle nuove undici tracce costruzioni musicali ruvide e imbronciate, senza rinunciare mai agli accordi energici e d’impatto. Il nuovo album scorre solenne e incalzante al tempo stesso. T’investe nei primi minuti di “Ora esiste dopo non più” e poi si distende sulle note di “Finestre aperte”. Un’altalena armonica che si propone anche nei pezzi successivi, da “Quello che ti salta in mente” (con i fiati a ricordare le prime produzioni) a una malinconica “Ciao Collera”. Un disco autentico (anche per la consueta produzione indie) e complessivamente pregevole, composto di tante buone tracce, ma forse nessuna in grado di trascinare l’intero lavoro. O forse no, è solo questione di orecchio e di tempo necessario per assimilare pienamente la ormai definita identità post-rock del gruppo e darne il giusto peso e il giusto rilievo.

Riccardo Rapezzi


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