Melody Fall Virginal Notes

3.5/5
Qualcuno se li ricorderà quattro anni fa, giovanissimi e sbarbatissimi, un po’ impacciati sul palco delle Giovani Proposte di Sanremo. Dopo quattro anni i torinesi Melody Fall sono cresciuti, cambiati e con il nuovo “Virginal Notes” prendono un virtuale biglietto low cost in direzione Regno Unito. Sì, perché il loro ultimo album (il primo per

Qualcuno se li ricorderà quattro anni fa, giovanissimi e sbarbatissimi, un po’ impacciati sul palco delle Giovani Proposte di Sanremo. Dopo quattro anni i torinesi Melody Fall sono cresciuti, cambiati e con il nuovo “Virginal Notes” prendono un virtuale biglietto low cost in direzione Regno Unito. Sì, perché il loro ultimo album (il primo per This Is Core) può tranquillamente competere con diverse band provenienti dall’Oltremanica: produzione ottimamente curata e brani ben arrangiati, con alcune parti figlie dei migliori Linkin Park, dirigono il metaforico ago della bilancia verso un voto più che positivo. Un solo difetto: i brani sembrano allungati, in alcuni casi ad hoc per inserire l’ospitata di turno. Un esempio a caso è l’opener “I Wanna See You Wallow“, che sarebbe stata “in piedi” tranquillamente anche senza la seconda parte.

Nicola Lucchetta

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