My Dying Bride The Barghest O Whitby

/5
I My Dying Bride avrebbero potuto chiudere l’anno discografico con all’attivo il solo, splendido “Evinta” e ritenersi più che soddisfatti. Invece hanno voluto dare un’ulteriore occasione di gioia ai propri fan, pubblicando questo “The Barghest O’ Whitby”, mini cd rappresentato da un’unica, lugubre traccia di 27 minuti. Una composizione nel loro classico stile, niente arrangiamenti

I My Dying Bride avrebbero potuto chiudere l’anno discografico con all’attivo il solo, splendido “Evinta” e ritenersi più che soddisfatti. Invece hanno voluto dare un’ulteriore occasione di gioia ai propri fan, pubblicando questo “The Barghest O’ Whitby”, mini cd rappresentato da un’unica, lugubre traccia di 27 minuti. Una composizione nel loro classico stile, niente arrangiamenti sinfonici in questo caso: doom gotico e polveroso, stretto fra echi di romanzo gotico e cascami di estetismo sette – ottocentesco (anche se la leggenda del cane infernale su cui si basa il concept è di origine medievale). In perfetta continuità con la loro produzione più recente, insomma. Quella che ha permesso a Sainthorpe e compagni di rimanere fedeli alle origini del doom – death inglese dei primi anni Novanta. L’idea dell’EP costituito da un’unica traccia ricorda “Aes” degli Skepticism (fra l’altro le due opere hanno durata quasi identica); la differenza è che “The Barghest O’ Whitby” non è un capolavoro come quello dei finlandesi, tuttavia è un’altra solida prova da parte di un complesso ormai assurto a garanzia assoluta nell’ambito della musica oscura. Imperdibile per ogni amante degli albionici.

Condividi.