Ombraluce Distanze Ravvicinate

3/5
E’ un buon esordio quello degli Ombraluce, sestetto Piemontese che propone un prog piuttosto retrò e chiaramente ispirato dai nomi enormi nazionali come Banco del Mutuo Soccorso, Area e Pfm. C’è tuttavia spazio anche per divagazioni funk, jazz e più soul rispetto alla base rock che unisce le composizioni di “Distanze Ravvicinate“, in un connubbio

E’ un buon esordio quello degli Ombraluce, sestetto Piemontese che propone un prog piuttosto retrò e chiaramente ispirato dai nomi enormi nazionali come Banco del Mutuo Soccorso, Area e Pfm. C’è tuttavia spazio anche per divagazioni funk, jazz e più soul rispetto alla base rock che unisce le composizioni di “Distanze Ravvicinate“, in un connubbio di sonorità che se a volte possono apparire ridondanti, finiscono per conquistare e convincere riguardo la bontà della proposta dei Nostri. Una produzione maggiormente incisiva su batteria e basso avrebbe potuto cogliere ancora maggiormente nel segno, ma è difficile non parlare bene di brani come “Il Cerchio“, “Ancora Un Po’ Di Cose Inutili” e “N’gas“, trittico d’apertura di ottima fattura in cui le coordinate sonore del gruppo emergono istantaneamente. Un pregio degli Ombraluce è l’immediatezza che contraddistingue composizioni non lineari, particolare che non inficia il songwriting e le strutture dei pezzi. Potrà sembrare eccessivamente prolisso a lungo andare, tuttavia è un debutto da promuovere senza remora alcuna.

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