Otep Atavist

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Otep Shamaya non è esattamente una ragazza tranquilla. Ci va giù come sempre pesante anche in “Atavist“, quinto disco per i suoi Otep, a conferma che lei nel filone nu-metal ci crede ancora come se fossimo nel 2000. Alla fine si tratta di coerenza e va rispettata, che poi la produzione e i pezzi non

Otep Shamaya non è esattamente una ragazza tranquilla. Ci va giù come sempre pesante anche in “Atavist“, quinto disco per i suoi Otep, a conferma che lei nel filone nu-metal ci crede ancora come se fossimo nel 2000. Alla fine si tratta di coerenza e va rispettata, che poi la produzione e i pezzi non siano esattamente ispiratissimi è un altro dato di fatto da cui non si scappa. Certo non mi permetterei mai di dirlo in faccia alla singer visto che potrebbe mangiarmi, ma la furia di “Sevas Tra” era primordiale e genuina, qua la sensazione di compitino (ben fatto sia chiaro) è latente sin dall’opener e anche in Drunk On The Blood Of Saints con lo sferragliante basso di Tony Campos. Solo per chi cerca ancora crossover fracassone e no-compromise.

 

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