Pepper Rabbit – Red Velvet Snowball

Pepper Rabbit Red Velvet Snowball /5
L’approccio creativo e sperimentale che aveva modellato con successo l’album di debutto, trova il suo pieno compimento in “Red Velvet Snowball”. I Pepper Rabbit si lanciano in un nuovo progetto a un anno e mezzo da “Beauregard”. Un prodotto di stampo pop-psichedelico, mai prevedibile, e che non si avvale delle sole melodie synth. Colpisce, anzi, la

L’approccio creativo e sperimentale che aveva modellato con successo l’album di debutto, trova il suo pieno compimento in “Red Velvet Snowball”. I Pepper Rabbit si lanciano in un nuovo progetto a un anno e mezzo da “Beauregard”. Un prodotto di stampo pop-psichedelico, mai prevedibile, e che non si avvale delle sole melodie synth. Colpisce, anzi, la ricercatezza strumentale. Il disco ne contiene addirittura undici, tra cui ukulele, clarinetto e corno. Il duo californiano non si fa mancare nulla. Chitarre acustiche e batteria si avvicendano e tengono il tempo, mentre il resto dell’orchestra arricchisce e colora. Un inizio ambient e il disco si accende. L’andatura dei pezzi è regolare, raggiante, spensierata e le dieci tracce in scaletta scivolano via. Le melodie si fanno solo più morbide in “The annexation of Puerto Rico” e “In search of Simon Birch”. “Tiny fingers”, a chiudere, condensa spirito e armonia dell’intero album. “Red Velvet Snowball” è un’articolata trama di suoni che rende delizioso e affascinante ogni arrangiamento.

Condividi.