Pharaoh Bury The Light

3/5
E’ il solito dischetto di metallo classico e onesto quello che i Pharaoh rilasciano puntualmente su Cruz Del Sur. “Bury The Light” è la conferma che la band sa fare molto bene quel che propone da anni, Tim Aymar grida e interpreta bene i passaggi di un album già sentito migliaia di volte (anche da

E’ il solito dischetto di metallo classico e onesto quello che i Pharaoh rilasciano puntualmente su Cruz Del Sur. “Bury The Light” è la conferma che la band sa fare molto bene quel che propone da anni, Tim Aymar grida e interpreta bene i passaggi di un album già sentito migliaia di volte (anche da loro stessi sul buonissimo “The Longest Night” di tot anni fa) e che può interessare solo chi è davvero un patito della scena.
Tuttavia l’utilità dei Pharaoh nel 2012 è notevole, visto che sono un approdo sicuro per chiunque voglia dimenticarsi di sonorità moderne, finte, plastificate, monotone e tornare giovane col chiodo e riassaporare quel senso di appartenenza a un mondo, quello metal, che bene o male resterà sempre nel profondo dei cuori di chi lo ha conosciuto e abbracciato in tenera età. Sì, oggi siamo romantici e conservatori quindi?

Paolo Sisa


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