[Psycho Folk] Robyn Hitchcock & The Venus 3 – Goodnight Oslo (2009)

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    http://www.myspace.com/robynhitchcock Robyn da tempo non è più un ‘ragazzo soffice’, non sogna più treni e lontana è anche la sua collaborazione con gli Egiziani. Però la sua vena creativa, dopo trent’anni di carriera, non accenna ad inaridirsi, e la nuova collaborazione con i Venus 3 (Bill Rieflin dei Ministry, Scott McCaughey degli Young

 

 

http://www.myspace.com/robynhitchcock

Robyn da tempo non è più un ‘ragazzo soffice’, non sogna più treni e lontana è anche la sua collaborazione con gli Egiziani. Però la sua vena creativa, dopo trent’anni di carriera, non accenna ad inaridirsi, e la nuova collaborazione con i Venus 3 (Bill Rieflin dei Ministry, Scott McCaughey degli Young Fresh Fellows e Peter Buck dei R.E.M.) è in grado di creare un altro ottimo disco, dopo il già convincente esordio “Olé! Tarantula” del 2006. I riferimenti sono sempre gli stessi: folk meditabondo, psichedelia soffice (eh sì), quadretti esistenziali fuori dal tempo, armonie chitarristiche anni Sessanta, romanticismo alla Nick Drake e guizzi di follia barrettiana. Almeno due le canzoni da mandare a memoria e già degne di star vicine ai suoi classici: la dylaniana “Hurry For The Sky” (e in questa c’è pure qualche rimando all’atmosfera di “I Often Dream Of Trains”) e l’incredibile “I’m Falling”, ballad stralunata sospesa fra Byrds e R.E.M. (la presenza di Buck è più che palpabile). Ma tutto l’album è buono, e Hitchcock continua ad essere un musicista indispensabile.

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