Sick Of It All Non Stop

sick of it all non stop recensione /5
I Sick Of It All sono una delle pochissime band hardcore che vanno amate a priori, però il nuovo “Non Stop” lo accogliamo con qualche riserva. Non perché sia brutto: impossibile anche solo pensare a questa ipotesi, perché siamo di fronte ad un best of risuonato in studio contenente tutto il meglio della loro carriera.

I Sick Of It All sono una delle pochissime band hardcore che vanno amate a priori, però il nuovo “Non Stop” lo accogliamo con qualche riserva. Non perché sia brutto: impossibile anche solo pensare a questa ipotesi, perché siamo di fronte ad un best of risuonato in studio contenente tutto il meglio della loro carriera. Una scaletta clamorosa e un’attitudine assurda che ti fa comunque vedere sotto un’ottica positiva un modo diverso di celebrare il venticinquesimo anniversario del combo. Bello ma inutile, più che altro perché l’energia presente nei live, in “Non Stop” sembra imprigionata: meglio sentirli dal vivo i pezzi perché, lo sappiamo bene, quando sono sopra un palco i Nostri se non sono i numeri uno poco ci manca.

Non Stop“, in realtà, ha il ruolo di apripista del nuovo album di inediti, in uscita nel 2012: anche se comunque lo consigliamo a tutti coloro che non li conoscono, vista la qualità degli album precedenti (“Death To Tyrants” e il più recente “Based On A True Story“), forse è meglio risparmiare e portarsi a casa al day one l’imminente nuova fatica.

Nicola Lucchetta

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