Slaves On Dope Over The Influence

Slaves On Dope Over The Influence Recensione 2/5
Settima release dei canadesi Slaves on Dope, che hanno pubblicato in questi giorni “Over The Influence”. Il disco non convince fin dall’inizio. Il nu metal, come punto cardine, ha una certa dose di rabbia e aggressività come forma di protesta. Caratteristiche che in questo full length di 11 pezzi manca totalmente. Sebbene si senta che

Settima release dei canadesi Slaves on Dope, che hanno pubblicato in questi giorni “Over The Influence”. Il disco non convince fin dall’inizio. Il nu metal, come punto cardine, ha una certa dose di rabbia e aggressività come forma di protesta. Caratteristiche che in questo full length di 11 pezzi manca totalmente. Sebbene si senta che la band crede fermamente in ciò che dice, è la forma che viene a mancare, non riuscendo così a supportare la causa fino in fondo. Non c’è mordente, non un pezzo dall’arrangiamento accattivante, niente. Quando va bene ci ritroviamo di fronte a canzoni anonime, quando va male ascoltiamo brani attraversati da urla a caso. E, ahinoi, tutti i brani si somigliano a vicenda. Questo è il sintomo inequivocabile di stanchezza per eccellenza. Forse è tempo che gli Slaves on Dope considerino l’idea di virare verso un rock più abbordabile, perché probabilmente non hanno più cartucce utili per il nu metal.

Claudia Falzone


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