Stone Sour House Of Gold and Bones Part One

3.5/5
Corey Taylor non riesce proprio a fare dischi brutti. Il nuovo album degli Stone Sour “House Of Gold & Bones Part One” è un lavoro solido, primo capitolo di un concept che si completerà nel 2013, nonché successore di “Audio Secrecy“, album che fece discutere molto i puristi e i metalloni ma che aveva dalla sua un

Corey Taylor non riesce proprio a fare dischi brutti. Il nuovo album degli Stone SourHouse Of Gold & Bones Part One” è un lavoro solido, primo capitolo di un concept che si completerà nel 2013, nonché successore di “Audio Secrecy“, album che fece discutere molto i puristi e i metalloni ma che aveva dalla sua un gusto per la melodia e una serie di ganci da arena clamorosi. A questo giro Taylor e compagni hanno puntato maggiormente sull’impatto con una produzione diretta e meno leccata, velocità più elevate e rabbia con tanto di grugniti della prima ora sin dall’inizio (“RU486” è uno dei pezzi più violenti mai scritti dagli SS) ma assolutamente senza dimenticarsi i momenti intimi e riflessivi: le due parti di Travelers sono quasi eteree, “Taciturn” quasi Floyd-iana (così il frontman è contento), “Tired” è un altro lento sentito e godibilissimo. Una release che sottolinea ancora il valore, oramai indiscusso, di Corey e delle sue band e che verrà valutata ancora meglio quando la storia narrata si completerà nel secondo cd prossimamente in uscita. Conferma graditissima.


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