Summerlin You Can’t Burn Out If You’re Not On Fire

3.5/5
In Regno Unito ne parlano tutti, e non è un caso che i Summerlin si siano già trovati al loro debutto nelle pagine “che contano” di quella rivista trend-setter per i teenager d’Oltremanica chiamata Rocksound. Ma con album d’esordio del calibro di “You Can’t Burn Out If You’re Not On Fire” è inevitabile attirare l’attenzione

In Regno Unito ne parlano tutti, e non è un caso che i Summerlin si siano già trovati al loro debutto nelle pagine “che contano” di quella rivista trend-setter per i teenager d’Oltremanica chiamata Rocksound. Ma con album d’esordio del calibro di “You Can’t Burn Out If You’re Not On Fire” è inevitabile attirare l’attenzione delle masse: è un disco che spacca. Modaioli senza volerlo, aggressivi senza urlare eccessivamente e capaci di azzeccare una notevole power ballad come “Easy On The Eyes”, coraggiosamente piazzata in apertura, la musica dei Summerlin è come dovrebbe suonare il pop punk nel 2012: ancorato ai grossi nomi del passato (Blink 182 e i sottovalutati New Found Glory su tutti), ma non per questo ruffiano e sfacciatamente citazionistico.

Nicola Lucchetta

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