The Pott To Those In The Eyes Of God

The Pott To Those In The Eyes Of God recensione /5
Il nuovo album dei The Pott “To Those In The Eyes Of God” è un viaggio nelle sonorità alternative rock statunitensi degli anni Novanta. Non lo nascondono già dal nome, ma i Tool di inizio carriera hanno un peso rilevante nel songwriting, soprattutto a livello di ritmiche e linee vocali. Gli inserti industrial (e alcune

Il nuovo album dei The PottTo Those In The Eyes Of God” è un viaggio nelle sonorità alternative rock statunitensi degli anni Novanta. Non lo nascondono già dal nome, ma i Tool di inizio carriera hanno un peso rilevante nel songwriting, soprattutto a livello di ritmiche e linee vocali. Gli inserti industrial (e alcune linee di basso) invece ricordano le creature di Trent Reznor, che siano i Nine Inch Nails o la sua creatura più malata, quell'”Antichrist Superstar” di Marilyn Manson che si sente nel finale di “Showing Muscles“.

Un disco che parte bene, con un eccellente inizio e una buona parte centrale, ma che cala in un finale che non convince, caratterizzato da atmosfere dilatate in contrasto con tutto il resto dell’album. In ogni caso, “To Those In The Eyes Of God” ha tante luci e pochissime ombre, che comunque non penalizzano un lavoro che non merita di essere ignorato. Sorpresa.

Nicola Lucchetta

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