Usher Looking 4 Myself

Usher Looking For Myself Recensione 3/5
A due anni da “Raymond V Raymond”, Usher è di nuovo in classifica con “Looking for myself”. L’artista torna sul concept dance/elettronico adottato di recente, senza rinunciare alle sue innate sfumature soul e R&B. Energia e sensualità, infatti, si alternano nel corso di tutto il disco, tanto da risultare eterogeneo e mai scontato o dozzinale.

A due anni da “Raymond V Raymond”, Usher è di nuovo in classifica con “Looking for myself”. L’artista torna sul concept dance/elettronico adottato di recente, senza rinunciare alle sue innate sfumature soul e R&B. Energia e sensualità, infatti, si alternano nel corso di tutto il disco, tanto da risultare eterogeneo e mai scontato o dozzinale. La voce, neanche a dirlo, è il perno su cui ruota l’intero progetto adattandosi perfettamente a ogni soluzione. La gamma di performance offerte è davvero ampia ed è sufficiente ascoltare i primi tre singoli per averne un’idea. “Climax”, sexy e ipnotica; “Scream”, hit da dance floor; “Lemme See” per un’interpretazione decisamente più black delle precedenti, con la preziosa collaborazione del rapper Rick Ross. Al disco hanno partecipato anche Pharrell in una geniale e deliziosa “Twisted”, e Luke Steele degli Empire Of The Sun nella title track.

Riccardo Rapezzi


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