Venezia La Culla

Venezia La Culla Recensione 2.5/5
Il siculo Andrea Venezia ha avuto un passato punk-blues tra gli ’80 e i ’90. “La culla” è una raccolta delle migliori canzoni già pubblicate in “Dalle macerie” nel 2009 e nuovo materiale nato dopo l’incontro con Donato Di Trapani (elettronica-timpani) e Roberto Conigliaro (batteria). Venezia appare lungo tutto il disco un songwriter disorientante, molto

Il siculo Andrea Venezia ha avuto un passato punk-blues tra gli ’80 e i ’90. “La culla” è una raccolta delle migliori canzoni già pubblicate in “Dalle macerie” nel 2009 e nuovo materiale nato dopo l’incontro con Donato Di Trapani (elettronica-timpani) e Roberto Conigliaro (batteria). Venezia appare lungo tutto il disco un songwriter disorientante, molto teatrale a declinare il timbro grigio di Capossela al servizio di canzoni sottili e minimaliste. Una voce affascinante che mette in versi i mali della propria anima, in maniera semplice fino dalla copertina: un viso con mani scavate nel buio, una musica seminale, il blues. Scarno ed ombroso, gioca al bluesman maledetto e si contorce tra Tom Waits, Bad Seeds, con tanto di armonica protagonista, arrivando anche dalle parti del proto-punk.

Luca Freddi


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