Visioni Di Cody Gritole

Visioni Di Cody Gritole Recensione 3/5
Storia di Gritole, un podere del paesino sperduto tra i monti tosco/romagnoli dove abitano i componenti, che si raccolgono da diversi anni dietro un nome tratto da un romanzo sperimentale di Kerouac ma che non ha nulla a che fare con il loro tipo di musica. Arrivano al terzo disco. Il fatidico, come si dice

Storia di Gritole, un podere del paesino sperduto tra i monti tosco/romagnoli dove abitano i componenti, che si raccolgono da diversi anni dietro un nome tratto da un romanzo sperimentale di Kerouac ma che non ha nulla a che fare con il loro tipo di musica. Arrivano al terzo disco. Il fatidico, come si dice spesso. Si muovono tra rock e musica d’autore. Calmi e pacati senza wow altisonanti fuori dal mucchio. Si muovono essenziali e stringati dentro i 30 minuti con 10 brani. Partono bene, si bloccano nel già sentito centrale e finiscono malinconici. Ci raccontano storie espressive di provincia e ci riportano alla mente gli anni novanta di Max Gazzè e Samuele Bersani, ma anche e soprattutto il pop-folk un po’ indie di conterraei come Mariposa e Perturbazione.

Luca Freddi


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