We Are Waves Labile

we-are-waves-labile-recensione 3.5/5
I We Are Waves non solo omaggiano le grandi band new wave anni ottanta, ma riprendono quelle coordinate fondendole con elementi molto più moderni, rendendo il tutto estremamente credibile.

E’ possibile suonare new wave ed essere credibili nel 2014, senza passare per revisionisti nostalgici? Eccome. i We Are Waves con “Labile” non solo omaggiano le grandi band di un filone eccezionale (Joy Division e The Cure su tutti), ma riprendono quelle coordinate fondendole con elementi molto più moderni, come ad esempio l’elettronica quasi da edm che riesce a rafforzare i crescendo di cui molti brani sono dotati. Se “Old Days” è veloce e molto fruibile, il mood di “Here” e di “Worship” sono al contrario momenti intensi e ben poco diretti a un primo ascolto, mentre la cover di Robert Smith e compagni fa capire rapidamente che questa band torinese ha un grandissimo potenziale. Da consigliare senza riserve, specialmente a chi temeva dalla copertina di essere di fronte all’ennesimo disco post-core fotocopia.

Mathias Marchioni


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