RavenEye – Nova

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Un hard rock sfaccettato che nasce dalla passione per il blues. Una band da tenere d'occhio, ma sopratutto da ascoltare a tutto volume.

Prendete un ragazzo di soli 25 anni inglese che si è fatto un nome e ha ottenuto consensi dagli addetti ai lavori suonando e cantando il blues accompagnando un sapiente tocco di chitarra ad una voce molto versatile e dallo spettro tonale ampio e sensibile. Oli Brown cerca di estendere la sua audience mettendo su un power trio dal nome RavenEye, proponendo un hard rock che nasce dai germogli del suo tanto amato blues, ma che sfocia in lidi più duri e cupi, fino a strizzare l’occhio al grunge dei Soundgarden e all’hard rock di band moderne come gli Alter Bridge e i Foo Fighters.

Provate ad ascoltare ‘Oh My Love’, dove il blues acido del refrain vocale è cadenzato da un riff hendrixiano che esplode in un ritornello hard rock irresistibile, dove la voce graffiante di Oli tocca vette soundgardiane e il finale è un macigno di potenza mid-tempo che porterà ad un inevitabile headbanging casalingo o al volante delle vostre macchine.

Siamo attentissimi nell’ascolto di questo ‘Nova’, album di debutto della formazione, che parte con un riff grandioso in ‘Wanna Feel You’, un verso ammiccante suggerisce di avere a che fare con un cantante sapiente, conscio delle sue capacità, che allunga nel ritornello in un cantato a tonalità vertiginose che richiama ai grandi del genere, da Myles Kennedy nelle parti più pulite a Chris Cornell in quelle più graffiate e sporche. Il pezzo conquista in un crescendo di assoli e riff, che porta alla seguente ‘Come With Me’, meno blues e più immediata, scanzonata, che ricorda gli ultimi Velvet Revolver e i primi Foo Fighters. Il ritornello è studiato per aggrapparsi alla vostra coscienza e il ritmo non perde colpi fino alla fine. Hard rock classico in ‘Inside’ e il singolo ‘Hero’, che mostra tutti gli ingredienti della proposta RavenEye, ritornelli uncinanti e voce versatile che aiuterà a non stufarsi presto dell’ascolto di questo album, che ha un ritmo invidiabile e una altissima dose di adrenalina accompagnata da un mestiere anomalo per una band esordiente in questo genere, dovuta in gran parte dal bagaglio musicale del frontman chitarrista e dalla scelta azzeccata dei compagni di band, Aaron Spiers al basso e Kev Hickman alla batteria.

‘Supernova’, oltre a regalare una parte di sé al titolo dell’album, dimostra che il livello del gruppo è ben oltre la media di un genere saturo da emuli ormai di tre generazioni musicali, dal rock anni ’70 al grunge anni ’90. ‘Supernova’ ha un respiro ampio, melodico, che la annovera a pieno titolo nella grande famiglia delle ballate hard rock. ‘Walls’ ha un cantato ha uno strato hard rock che ricorda gli Audioslave, con momenti melodici quasi pop, formando un mosaico musicale convincente. ‘Madeline’ ricorda il mood bassistico dei Royal Blood e Oli ci canta sopra però con una qualità superiore, con un range davvero spettacolare. ‘Hate’ inizia con un riff infuocato che fa presagire sottopalchi parecchio movimentati ai concerti, un fuoco che può solo aumentare al magnifico ritornello. Il pezzo più carico dell’album.

L’album non ha cedimenti, anzi. Spunta ‘Out Of The Rain’ e ancora una volta il pezzo è una bomba, un altro sound che ricorda i già citati Royal Blood, ma con sfumature più acide e grunge. Si chiude con un momento acustico, dove si può godere dell’espressività vocale di Oli. ‘Eternity’ accompagna all’uscio l’ascoltatore dopo aver goduto di un hard rock derivativo convincente e pieno di idee, con un esecuzione di grande livello.
I RavenEye sono da tenere d’occhio, e nel frattempo ‘Nova’ va ascoltato a tutto volume.

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