Rolling Stones – Blue & Lonesome

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"Blue & Lonesome" ci ricorda che non serve sempre inventare qualcosa di nuovo o sperimentare per produrre ottimi risultati. A volte basta accendere l'amplificatore, attaccare la chitarra, e lasciarsi andare all'istinto, suonare la musica che si ama, i brani con i quali si è cresciuti.

Rolling Stones sono il genere di band che può fare quello che vuole. E con “Blue & Lonesome” ha semplicemente scelto di fare quello che gli viene naturale. L’ultima volta che gli Stones hanno pubblicato qualcosa di nuovo è stato nel 2005, con “A Bigger Bang” e quella “Streets Of Love” che, da ragazzino qual ero, è stata probabilmente la prima canzone della band che ho ascoltato. Senza sapere di essere al cospetto della leggenda, ovviamente. Poi il tempo passa, gli Stones invecchiano, suonano dal vivo, invecchiano ancora, continuano a suonare dal vivo, e un bel giorno, sorpresa: a dicembre uscirà un nuovo album. Di canzoni blues. Ci sarà anche Eric Clapton. Come non detto Babbo Natale, io sono a posto per quest’anno!

A rendere speciale “Blue & Lonesome” è la palese freschezza di cui è carico. Certo, non è una freschezza stilistica: il blues è una musica vecchia, appartenente a un’epoca polverosa che fatica a vedere le classifiche di oggi o a farsi amare dai più giovani. Eppure l’approccio ai brani da parte del gruppo non è quello di musicisti di tutto rispetto, dall’alto della loro esperienza secolare, ma quello di ragazzi entusiasti. A quanto ne sappiamo, queste tracce potrebbero essere state registrate in un garage, quando i musicisti avevano vent’anni. Il blues è la musica da cui tutto è nato, per gli Stones soprattutto. Anzi, il loro amore per questo genere ha contribuito negli anni sessanta a creare un revival e a farlo scoprire a una nuova generazione di musicisti e amanti della musica.
In quest’ottica è ancora più apprezzabile che sull’album (“I Can’t Quit You Baby” e “Everybody Knows About My Good Thing”) ci sia anche Clapton, che per un fortuito caso si trovava a lavorare nello studio a fianco, altro giovane bluesman inglese asceso a leggenda nello stesso loro periodo.

Ogni brano contenuto nell’LP è una perla del genere: tra gli autori omaggiati troviamo grandi da scoprire (o riscoprire) come Willie Dixon, uno dei nomi cardine del blues di Chicago, autore di pietre miliari come  “Hoochie Coochie Man” (poi incisa da Muddy Waters) e “My Babe”, successo di Little Walter, fenomenale armonicista del quale ritroviamo qui “I Gotta Go” e “Hate to See You Go”. Troviamo anche Howlin’ Wolf, nome che non necessita di presentazioni nell’ambiente, e altri nomi di tutto rispetto come Magic Sam e Jimmy Reed, tra i tanti.

Dopo i primi due singoli, “Just Your Fool” e la summenzionata “Hate to See You Go”, oggi l’uscita dell’album è accompagnata da “Ride ‘Em on Down”, il cui video ci mostra una Kristen Stewart senza freni alla guida di una Mustang blu elettrico, per le strade di Los Angeles.

“Blue & Lonesome” ci ricorda che non serve sempre inventare qualcosa di nuovo o sperimentare per produrre ottimi risultati. A volte basta accendere l’amplificatore, attaccare la chitarra, e lasciarsi andare all’istinto, suonare la musica che si ama, i brani con i quali si è cresciuti. Quelli che restano sotto la pelle, e che cinquant’anni dopo si ascoltano ancora con sincero piacere.

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