Above The Tree & The E Side Wild

Above The Three & The E Side Wild Recensione 4/5
Girovagare nel deserto. Sedersi attorno ad un fuoco di un piccolo accampamento. Illuminati dal fuoco al centro del circolo di persone sedute nella sabbia. Soffia il silenzio. Una chitarra in mano ad un bluesman allucinato. Un altro personaggio che innesta ritmiche e percussioni che sembra non ci azzecchino un accidente. In questo quadretto vive il

Girovagare nel deserto. Sedersi attorno ad un fuoco di un piccolo accampamento. Illuminati dal fuoco al centro del circolo di persone sedute nella sabbia. Soffia il silenzio. Una chitarra in mano ad un bluesman allucinato. Un altro personaggio che innesta ritmiche e percussioni che sembra non ci azzecchino un accidente.

In questo quadretto vive il progetto Above The Tree & The E-Side che mette fianco a fianco il solitario e girovago Marco Bernacchia (aka Above the tree), eroe marchigiano rumoroso/lo-fi, sperimentatore avanguardista e Matteo Sideri autore dei beat elettronici.

Se la minimal techno o la cassa dritta o i rumorismi o la tribalità entrano nel delta del blues, tutto diventa stranamente isolazionista e lisergico. E avviene negli otto brani del disco. Un folk che diventa ancestrale e mantrico. Un country desertificato e ipnotico preso per mano dal peyote e dagli arpeggi dilatati. Sorprendente come questa ciambella sia venuta con il buco. Vi potreste seriamente perdere.

Luca Freddi


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