30 Seconds To Mars – This Is War

4/5
Gli U2 e i Muse hanno fatto dei figli. Questi figli sono stati contaminati dalle radiazioni spaziali nella Tokyo del futuro. Sono diventati dei supereroi, hanno viaggiato a ritroso nel tempo e per tutto il globo fino a stabilirsi nell’assolata California. Uno di loro ha pure una rispettabile carriera ad Hollywood. Ora sono tornati. I

Gli U2 e i Muse hanno fatto dei figli. Questi figli sono stati contaminati dalle radiazioni spaziali nella Tokyo del futuro. Sono diventati dei supereroi, hanno viaggiato a ritroso nel tempo e per tutto il globo fino a stabilirsi nell’assolata California. Uno di loro ha pure una rispettabile carriera ad Hollywood. Ora sono tornati.

I 30 Seconds To Mars li avevamo sentiti l’ultima volta con A Beautfiul Lie (2005) e il tormentone ‘From Yesterday’, che ha raccolto così tante schiere di ragazzine urlanti da farci temere per una trasformazione di Jared Leto e soci in una boyband emo. E invece eccoli qua, con un album solidissimo, a fugare i nostri dubbi. La band viene definitivamente consacrata come una delle migliori degli anni 2000, capace di creare un proprio, riconoscibilissimo sound e anche un’immagine forse non originale ma sicuramente efficace.

This Is War è intenso e coinvolgente: parte dallo stile ormai consolidato della band e si spinge verso nuove direzioni, senza mai perdere la rotta. La batteria campionata, la produzione ricchissima di elettronica e le chitarre effettate rimangono la base del loro sound futuristico, a cui si aggiungono un sacco di dettagli: orchestrazioni, cori di bambini alla Pink Floyd di The Wall, percussioni tribali, strati su strati di chitarre…pure Kanye West a programmare i beat in un pezzo.
In caso di contatto con gli alieni bisognerebbe mandarle loro come ambasciatori: fondono insieme rock ad una produzione da musica elettronica, riescono ad essere aggressivi e allo stesso tempo creare melodie cantabili e atmosfere consistenti in brani per niente scontati (mediamente piuttosto lunghi). Con loro sembra di stare su una stazione orbitante intorno alla terra, da cui si possono osservare paesaggi che vanno dal deserto del Sahara alle montagne del Tibet, passando per i ghiacci Artici. Grande protagonista la voce di Jared Leto: si sgola che è un piacere, la sua prova è ottima, e ha la marcia in più che hanno solo quelli che credono al 100% in quello che fanno.
Tantissima carne al fuoco, un’ottima uscita, sicuramente uno dei dischi dell’anno, puro oro sia per le ragazzine che li aspettano a TRL che per gli ascoltatori più sofisticati.

Marco Brambilla

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