Tre Allegri Ragazzi Morti – Primitivi Del Futuro

4/5
Farà certamente discutere il nuovo lavoro dei Tre Allegri Ragazzi Morti, band di culto del panorama indie italiano, famosi per il mondo naif creato da Davide Toffolo e abitato dalle inquietanti figure dei ragazzi morti. Primitivi del futuro è un disco diverso, lontano da quanto fatto fin’ora, musicalmente intriso da atmosfere reggae/dub; viene messa da

Farà certamente discutere il nuovo lavoro dei Tre Allegri Ragazzi Morti, band di culto del panorama indie italiano, famosi per il mondo naif creato da Davide Toffolo e abitato dalle inquietanti figure dei ragazzi morti.

Primitivi del futuro è un disco diverso, lontano da quanto fatto fin’ora, musicalmente intriso da atmosfere reggae/dub; viene messa da parte per un attimo l’attitudine punk rock a cui ci avevano abituato in favore di atmosfere dilatate in levare. La novità maggiore però riguarda la parte che è sempre stata fondamentale nella musica dei TARM, quella delle liriche. Si assiste così ad una maturazione e ad una nuova attenzione (inevitabile?) verso il mondo adulto, sempre tenuto piuttosto distante dalle tematiche del gruppo. Si canta così di persone morte dentro (“non è il destino, sei tu il tuo nemico”), dell’inerzia di chi dovrebbe agire, ma non lo fa, di padri ai quali vengono negati i figli, di donne con denti di ferro, della depressione di uomini che si sentono soli al mondo fino ai beoni, agli spacciatori, che vengono citati nell’ultima traccia che dà il titolo al disco, un brano molto intenso, recitato tra echi di Massimo Volume e il dub degli Africa Unite. Tutto il disco però si muove su tinte fosche, stemperate in parte dagli arrangiamenti reggae che alleggeriscono la nuova condizione adulta, alienante e lontana dalla spensieratezza giovanile, dove i problemi, sempre presenti, assumevano una dimensione con prospettive diverse.

Con questo lavoro, idealmente, i Tre Allegri Ragazzi Morti concludono un cammino che è iniziato sedici anni fa, con grande coerenza e con la delicatezza che li ha sempre contraddistinti, entrando in una nuova dimensione e mostrandoci che anche le teste indipendenti crescono. O forse no?
Lasciatevi contagiare.

Livio Novara

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