Any Face – Perpetual Motion Of Deceit

Perpetual-Motion-Of-Deceit-Cover 4.5/5
“Twisted Motion Of Deceit” è una release a dir poco imperdibile. Se vi volete bene e amate la buona musica, non potete fare a meno di contattare la band e farvi spedire il cd.

Schegge impazzite di metallo rovente si conficcheranno dritte nella vostra testa, e solo sprazzi inaspettati di luce nel caos sonoro daranno tregua all’inferno in cui “Perpetual Motion Of Deceit” vi catapulterà prepotentemente.

Il ritorno degli Any Face a quattro anni di distanza da “The Cult Of Sickness” lascerà forse i metalheads più oltranzisti ed incazzati con qualche perplessità, in quanto, accanto alla violenza sonora e ultratecnica alla quale il combo ci aveva abituati, in quasi tutte le tracce del nuovo platter trovano ampio spazio escursioni in territori musicali completamente avulsi all’assalto sonoro fine a se stesso.

Se il disco parte in quarta prendendo letteralmente a manate in faccia l’ascoltatore per la durata dei primi due violentissimi brani, già prima della metà di “Trapped In Yourself” il ritmo viene improvvisamente spezzato da uno stacco di puro progressive rock con delle splendide clean vocals; l’effetto sorpresa ricercato dal gruppo fa senza dubbio presa, un attimo dopo ecco che tornano gli schiaffi e la voce cavernosa di Luca Pitzianti riprende le redini del brano, che di nuovo va a deragliare su un tappeto di chitarra arpeggiata, e ancora una volta torna a mordere in una folle alternanza di sonorità che ci accompagna fino alla conclusione.

I Nostri pare ci abbiano preso la mano in fretta, infatti troviamo una soluzione simile ma meno estrema anche nella successiva “The Hell Of Future (Wall of Lies Around Us)”, per poi trovarci ad ascoltare una title – track interamente strumentale, che ancora ci proietta in due differenti realtà musicali che si intrecciano alla perfezione, fra riff pesantissimi e arpeggi melodici ed onirici, orchestrati magistralmente da musicisti di classe a dir poco elevata: la base ritmica composta dalla batteria di Omar Cappetti e dal basso di Davide Stura fa tremare i polsi sia quando corre e bastona sia quando rallenta e carezza dolcemente l’ascoltatore, e la chitarra di Antonio Pollizzi ha sempre la soluzione migliore per sovrapporsi al tutto e completare l’idillio sonoro.

Siamo oltre la metà dell’album, ed è proprio il lato B quello dove la formazione ci dà davvero dentro con le idee pazze e travolgenti. In “Enduring Captivity” la splendida voce di Sara Usai, limpida, melodica e potente allo stesso tempo sfida letteralmente a duello il growl assassino di Luca, ed arriva ad un emozionante ed intenso fraseggio solistico che va a chiudere la traccia in un’ennesima ottima armonizzazione di sonorità estreme e melodiche.

Altra perla di bellezza impareggiabile è “Locked Up”, ennesima dimostrazione di classe, tecnica strumentistica e fantasia compositiva, dove un altro angelo dalla voce eterea, Dorotea Mele, ci delizia nientemeno che con un intermezzo jazzato, questa volta a fare da contrappunto non solo ai ruggiti primordiali di Pitziani, ma anche alle clean vocal del drummer Omar, che, oltre all’abilità nel percuotere con violenza e precisione le pelli dei suoi tamburi, dimostra di essere anche un ottimo interprete. Sugli scudi anche il chitarrista Antonio Pollizzi, che ci delizia in chiusura con un ispiratissimo assolo.

A chiudere le danze, e ad assestare gli ultimi colpi alle nostre povere ossa, “Desensitized” ci massacra con quattro minuti abbondanti di death metal old school, tecnico e dirompente, per terminare però con 20 secondi di melodia, giusto a rimarcare il concetto che agli Any Face, questa nuova strada che hanno imboccato, piace e non poco.

Perpetual Motion Of Deceit” è una release a dir poco imperdibile, personalmente è già nella mia top 5 dei dischi migliori del 2014, e se vi volete bene e amate la buona musica, non potete fare a meno di contattare la band e farvi spedire il cd.


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