Between The Buried And Me The Parallax II

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Aver seguito il lancio, il volo e le imprese spaziali di Felix Baumgartner con Parallax II dei Between The Buried And Me in loop non è stata una buona idea. O meglio lo è stata per convincermi definitivamente, dopo una decina di ascolti, che “Future Sequence” è IL disco capolavoro dei cinque del North Carolina

Aver seguito il lancio, il volo e le imprese spaziali di Felix Baumgartner con Parallax II dei Between The Buried And Me in loop non è stata una buona idea. O meglio lo è stata per convincermi definitivamente, dopo una decina di ascolti, che “Future Sequence” è IL disco capolavoro dei cinque del North Carolina (dopo altrettante e bellissime release come “Colors“, “Alaska” e “The Great Misdirect“, top records in tutti e 3 i casi) per la sua incredibile capacità di avvolgere l’ascoltatore e di rapirlo completamente come un’opera estrema (alla fine c’è anche del bel death metal qua dentro inutile negarlo) ha raramente fatto.

Ammetto senza problemi che il video di “Astral Body” mi aveva fatto pensare al peggio, a un ammorbidimento eccessivo, piuttosto che a una pericolosa scelta alla portata di un pubblico generalista, per ampliare il loro (meritatissimo) successo il più possibile. Coglione io e bravi loro. Già dalla successiva “Lay Your Ghost To Rest“, una delle migliori canzoni di sempre della band, si capisce che siamo di fronte alla massima espressione del gruppo che ha rapito l’attenzione di molti già nel 2005 con “Alaska” e nel 2007 con “Colors”, per poi esplodere a livello mondiale nell’underground e presso i metallari alla ricerca dei nuovi Dream Theater estremi da lì in poi. Ora i paragoni lasciano sempre il tempo che trovano, ma è inevitabile associare alcuni passaggi dei BTBAM all’era d’oro dei Theater, così come però è obbligatorio riconoscere ai Nostri di aver oramai coniato un sound caratteristico immediatamente riconoscibile, di aver mantenuto la parte aggressiva con il growl di Tommy Giles e le intricatissime partiture a farla da padrone nel corso di un lavoro che non potrà non affascinare chi tollera bene cambi di tempo, aperture fusion, passaggi puliti eterei e talvolta ai limiti della psichedelia.
La velocità cambia molto spesso, thrash e death se la giocano ad armi pari, ma è quando dentro “Bloom” parte la citazione alla sigla del Batman telefilm che capisci quanto effettivamente siano adorabili questi iper tecnici Between The Buried And Me; oltre a essere chiaramente uno degli act più importanti del nuovo millennio (uno dei pochi gruppi che ha davvero detto qualcosa di nuovo in questi anni e che ha messo insieme una serie di cd che rimarranno nella storia del genere) sono anche in grado di prendersi poco sul serio, magari dopo aver composto un album di 70 e passa minuti dove la loro abilità esecutiva riesce ancora una volta a non essere ridondante ma al servizio di un concept pazzesco. Ovvio, state alla larga da Parallax II se volete qualcosa di immediato, diretto e che non richieda una certa attenzione nell’ascolto. Voglio dire è pieno di lavori tradizionali là fuori, nessuno vi ordina di sorbirvi i cambi di tempo e le divagazioni acustiche, elettroniche o jazz dopo due minuti di growl e blast beat…

Si chiude sempre allo stesso modo quando si parla di un disco dei Between The Buried: dovranno stare attenti al prossimo giro perchè oramai hanno sperimentato tutto, riassunto ancora una volta alla grande il proprio sound in questo stupendo LP e la formula rischia di mostrare la corda a lungo andare…Palle, questi spaccano tonnellate di chiappe da dieci anni oramai, hanno già stravinto.

Piero Lisergi


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