Bud Spencer Blues Explosion, BSB3

bud-spencer-blues-explosion-cover-album-bsb3 4.5/5
"BSB3", terzo album dei Bud Spencer Blues Explosion, è un lavoro che scorre tutto d'un fiato tra adrenalina e introspezione, registrato in presa diretta, con pochissime sovraincisioni e numerosi spazi solistici e strumentali. Una lavoro con tutte le carte in regola per catturare ondate di nuovi fan.

A distanza di due anni dall’ultimo album i Bud Spencer Blues Explosion hanno pubblicato il 3 giugno “BSB3”, terza fatica in studio, anticipata dall’uscita del singolo “Duel” e dal tour “This is not a show”, dove il duo romano ha proposto in anteprima e in forma embrionale alcuni brani del nuovo lavoro.
Prodotto da Giacomo Fiorenza (Colapesce, Moltheni, Disco Pax, I Cani, etc) e pubblicato dall’etichetta 42 Records, l’album condivide con i lavori precedenti la stessa filosofia sonora e il carattere live che i Bud riescono sempre a imprimere sul disco. Proprio per questo motivo è stato infatti registrato in presa diretta con pochissime sovraincisioni e numerosi spazi solistici e strumentali.

Una tracklist di 10 pezzi schietti e senza fronzoli per un album che convince nella sua interezza, dove la maturità a livello compositivo permette a Cesare Petulicchio e Adriano Viterbini di spaziare tra brani dal carattere molto vario, complici anche le diverse influenze dei due componenti. Una miscela originale composta da riff che strizzano l’occhio ai Queens of the Stone Age (“Duel”, “Mama”, “Croce”), sfuriate ritmiche fuzzose e infarcite di Octaver alla Tom Morello dei Rage Against the Machine, miscelati con diverse varianti della sorgente primaria: il Blues.
In brani come “Hey Man” l’interludio di chitarra slide ricorda lo stile di Derek Trucks mentre in “No Soul” emerge l’impronta sonora ruvida di Jack White, senza togliere spazio a reminiscenze di musica indiana, dove una tanpura introduce all’esplosione finale del brano.
“Camion” è invece una traccia interamente strumentale dal carattere desertico, con forti richiami allo stile tuareg di Bombino e alla musica di Ry Cooder del quale Adriano sembra quasi voler richiamare la sua Paris Texas e i paesaggi da lui descritti. “Troppo Tardi”, ultima traccia dell’LP, è una ballad dal carattere quasi malinconico dove la chitarra e la linea melodica si rincorrono e si intrecciano, chiudendo quasi 40 minuti di grande musica che scorre tutta d’un fiato tra adrenalina e introspezione, costituendo un lavoro che farà felici i fan del duo nostrano e che sicuramente ha i numeri per catturarne di nuovi.


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