Caparezza – Il Sogno Eretico

caparezza 2011 5/5
E’ tornato ai massimi livelli Caparezza, addirittura incontenibile e talmente devastato da un impeto creativo da mettere troppi brani in un disco densissimo di qualità, emozioni e genialità. Si possono scegliere diverse angolazioni per analizzare “Il Sogno Eretico”, disco numero cinque di Michele Salvemini, uno dei pochissimi Artisti italiani del nuovo secolo degni di “A”

E’ tornato ai massimi livelli Caparezza, addirittura incontenibile e talmente devastato da un impeto creativo da mettere troppi brani in un disco densissimo di qualità, emozioni e genialità.
Si possono scegliere diverse angolazioni per analizzare “Il Sogno Eretico”, disco numero cinque di Michele Salvemini, uno dei pochissimi Artisti italiani del nuovo secolo degni di “A” maiuscola e di rispetto assoluto da parte di qualsiasi appassionato di musica che osi definirsi tale. Potremmo parlare, risultando scontati, dei testi ancora più rabbiosi e senza fronzoli, ricchi di metafore, attacchi frontali a bersagli definiti o nascosti dietro pseudonimi assurdi.
Potremmo esaltare la totale competenza musicale di Caparezza, capace di essere credibile su generi agli antipodi (rap, reggae, funk, rock, pop, elettronica…ma questo già lo sapevamo), in grado di confezionare brani altamente digeribili da ascoltatori abituati a sonorità alternative o classiche, coraggioso nel mischiare davvero qualsiasi cosa rischiando di confondere le idee (o, parafrasando il poeta, fare incazzare i fans puristi che ancora lo credono un ‘semplice’ rappettaro, ndr).
Potremmo anche analizzare nel dettaglio le tracce e i personaggi protagonisti di alcuni episodi sopra le righe (Giordano Bruno e Galileo, il ‘popolino’ piuttosto che il capo del governo attuale) o la clamorosa invettiva in “Non Siete Stato Voi” o ancora l’incipit “Chi Se Ne Frega Della Musica” sull’attuale situazione del music biz e il delirio cinematografico su “Kevin Spacey”. Potremmo usare molte altre parole e punti di vista da cui partire per analizzare “Il Sogno Eretico” di Caparezza, ma preferiamo fermarci, consigliando a chiunque di uscire adesso ad acquistare il cd per godersi uno dei migliori dischi di musica italiana usciti negli ultimi 10 anni. Monumentale.
J.C.


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Torna Caparezza ed è in gran forma. Un disco solido, “Il Sogno Eretico”, che graffia, incide e taglia, così come fa la voce (sicuramente particolare, ma a cui ci siamo ormai abituati) del rapper di Molfetta su ogni tipo di sound quasi fosse una puntina su un vinile. Caparezza si attacca ad ogni base, riuscendo ad inserirsi e a districarsi al meglio nelle fitte trame che, da anni, compongono le sue canzoni creando un mix martellante quasi ci si trovasse davanti ad un Grillo Parlante. Si può ritrovare infatti, in questo lavoro uscito a tre anni di distanza da “Le Dimensioni Del Mio Caos”, una grande varietà di suoni ed influenze: si parte dalla classica base black in quattro quarti per arrivare ad arrangiamenti più duri simil-rock passando per l’elettronica ed il reggae. Gamma vastissima così come lo è quella dei temi trattati durante l’ora o poco più su cui si sviluppa l’opera, a cui prendono parte anche Tony Hadley, voce dei celebri Spandau Ballet, e l’ex Reggae National Tickets, Alborosie, rispettivamente nel primo singolo estrapolato ovvero “‘Goodbye Malinconia”, in cui si racconta la situazione sociale di un’Italia che vede la maggior parte dei propri ‘cervelli’ in fuga e “Legalize The Premier”, il cui titolo già lascia respirare l’aria sarcastica che pervade il pezzo, biografia apocrifa, specchio della situazione politica attuale.
L’apertura è affidata all’accoppiata “‘Nessun Dorma – Tutti Dormono” che fa da preludio al primo vero pezzo dell’album, “Chi Se Ne Frega Della Musica”, in cui Caparezza cerca di raccontare la sua visione sulla situazione (stagnante) in cui si trova la musica nel 2011. Degni di nota sono anche: “‘Sono Il Tuo Sogno Eretico”, fotografia della vicenda di Savonarola, eretico, condannato al rogo per aver predicato cose nuove; “La Marchetta Di Popolino” che racconta, attraverso la metafora di Paperopoli, uno spaccato sociale all’ordine del giorno; “Kevin Spacey” in cui il rapper si diverte a ‘rovinare’ i finali di numerosi film con un occhio di riguardo per la condizione dell’attore statunitense due volte premiato con l’Oscar e “La Ghigliottina”, che racconta la storia del politico Georges Jacques Danton ghigliottinato sotto il Regime del Terrore nel 1794, resa molto contemporanea dalle citazioni di personaggi come Joey Ramone, Tom Hanks, John Lennon & Yoko Ono. Conclusasi l’epoca delle ‘Saghe Mentali’, ecco quindi che Caparezza si distacca, seppur di poco, dalla matrice pop che aveva pervaso i precedenti lavori, tornando a proporre un rap intelligente, sarcastico, eretico. Nel disco emergono le figure di personaggi storici come Galileo Galilei, Girolamo Savonarola, Giovanna D’arco e George Jaques Danton, condannati al rogo perchè ritenuti eretici nell’aver difeso le proprie convinzioni pagando con la propria vita. L’ammirazione per queste figure e l’immedesimazione in esse della figura di Caparezza finisce per dipingerlo come un rapper atipico, quasi eretico per le contaminazioni che da sempre hanno ‘riempito’ ogni suo lavoro. Una bella sfida all’intero panorama musicale italiano, non solo per gli appassionati del genere; la ‘testa riccia con una strana vocalità’ è tornata, è in gran forma e questo disco non può che confermarlo; si divertirà sicuramente ad incendiare i vostri sogni.

Federico Croci

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