The Prodigy – Invaders Must Die

4/5
  Ritorno mostruoso per i Prodigy! Il ritorno di Keith Flint, Maxim e della mente suprema Liam Howlett è uno dei dischi dell’anno anche se siamo solo a inizio 2009. Bastano le prime fucilate “Invaders Must Die” e “Omen” a farci capire che i tempi di “Fat Of The Land” sono stati riportati in vita

 

Ritorno mostruoso per i Prodigy! Il ritorno di Keith Flint, Maxim e della mente suprema Liam Howlett è uno dei dischi dell’anno anche se siamo solo a inizio 2009.
Bastano le prime fucilate “Invaders Must Die” e “Omen” a farci capire che i tempi di “Fat Of The Land” sono stati riportati in vita e attualizzati in quello che è uno dei periodi più bui per la società attuale. Il miscuglione di Rave, Dance, Big Beat ed echi industriali coglie ancora nel segno e fa frullare il cervello per ore e ore, l’impatto di “Thunder” e i deliri lucidi di “Take Me To the Hospital” sono già pronte per far crollare i dance floor di mezzo mondo. “Run With The Wolves” vede la batteria di Dave Grohl a fare del male insieme alle strutture ipnotiche dei Prodigy in una delle collaborazioni più fighe degli ultimi anni. “World’s On Fire” richiama alla lontana “Smack My Bitch Up”, mentre “Piranha” è un’esperienza da acido; “Stand Up” infine chiude il trip lasciando abbastanza spiazzati con quella base presa dalla Manfred Mann’s Earth Band.
Non aspettatevi un disco fotocopia del famoso album già citato del 1997, aspettatevi qualcosa di più studiato e di meno spontaneo ma non per questo dotato di meno impatto, coinvolgimento e ballabilità rispetto a Fat.
Con un impianto stereo adeguato, il nuovo Prodigy vi farà sentire tambroni e zarroni come quando eravate giovani. Se cercavate la scusa per ricominciare a calarvi di ecstasy, eccovi serviti.

Paolo Sisa

Condividi.