[Doom/Gothic] Type O Negative – Dead Again (2007)

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Dead Again – Tripping A Blind Man – The Profits Of Doom – September Sun – Halloween In Heaven – These Three Things – She Burned Me Down – Some Stupid Tomorrow – An Ode To Locksmiths – Hail And Farewell To Britain http://www.typeonegative.nethttp://www.spv.de I Tipo Zero Negativo. Gotici come solo loro sanno essere, sgradevoli,


Dead Again – Tripping A Blind Man – The Profits Of Doom – September Sun – Halloween In Heaven – These Three Things – She Burned Me Down – Some Stupid Tomorrow – An Ode To Locksmiths – Hail And Farewell To Britain

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I Tipo Zero Negativo. Gotici come solo loro sanno essere, sgradevoli, misogini, politicamente scorretti, disillusi, pieni di umorismo nero, una delle band più importanti degli anni ’90. Riappaiono quattro anni dopo ‘Life Is Killing Me’ con un album incredibilmente pieno di energia (negativa, ovviamente), quasi un ritorno alle sonorità pesanti degli esordi, di sicuro il disco più veloce di tutti ma comunque ancora figlio del loro sound unico e pieno di tutte le atmosfere tanto care ai quattro vampiri metropolitani.

La disintossicazione da alcool e cocaina e la ritrovata fede di Peter Steele, la recente riesumazione dei Carnivore, il passaggio ad un’etichetta tedesca…ogni tassello dell’esistenza della band rispecchia l’essenza della nuova fatica. Colate di doom uniscono scatti di punk, metal e hard rock a passaggi gotici e decadenti, nel classico ottovolante che solo questa band sa regalare, sostenuta al solito dall’inconfondibile voce di Steele: urlatore, luciferino basso profondo, santone, dolce chanteur. Anche il chitarrista Hickey è più presente e ruggente che mai dietro al microfono. Sentire la band così veloce può spiazzare qualcuno: di sicuro qui siamo lontani dall’estetismo languido e l’eroticità di ‘October Rust’ (1996) e pure dal disperato lamento apocalittico e depresso di ‘World Coming Down’ (1999). Eppure tutti gli ingredienti non cambiano: Black Sabbath, doom, metal anni ’70, hardcore, punk, new wave, gothic, Beatles, rock anni ’60…il tutto in versione più ‘uptempo’ e metal possibile. C’è tantissima carne al fuoco e le lunghe composizioni sanno mantenere a distanza gli ascoltatori occasionali e permettono a chi vuole buttarsi un turbine di emozioni musicali di fare indigestione. Insomma, non sarà il capolavoro ‘Bloody Kisses’ (1993) ma è un album altrettanto vario e con quella scintilla che garantisce come la band non abbia per nulla perso il tocco, anzi. Uno dei loro album migliori.

M.B.

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