Ensi Era tutto un sogno

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“Sono nuovo ma fatto bene come le cose di una volta”. Si riassume così, in una rima del singolo “Numero Uno”, l’attitudine di “Era tutto un sogno”, il secondo disco ufficiale di Ensi, che dopo l’esposizione mediatica garantita dalla vittoria a MTV Spit raccoglie quanto seminato finora con una lunga gavetta, partita anni fa sui

“Sono nuovo ma fatto bene come le cose di una volta”. Si riassume così, in una rima del singolo “Numero Uno”, l’attitudine di “Era tutto un sogno”, il secondo disco ufficiale di Ensi, che dopo l’esposizione mediatica garantita dalla vittoria a MTV Spit raccoglie quanto seminato finora con una lunga gavetta, partita anni fa sui palchi dei contest di freestyle. Già, perché le tracce del disco suonano innovative, ma non sembrano dimenticare la lunga tradizione dell’hip hop italiano con cui l’mc torinese è cresciuto. Questo connubio tra vecchia e nuova scuola, tra rap mainstream e underground, è rappresentato anche dall’elenco dei featuring di “Era tutto un sogno”, in cui compare un campione degli incassi come Gue Pequeno dei Club Dogo (“Paper Queen”), ma anche un “duro e puro” come Kaos One (“Gran Finale”), passando per ospiti presi a prestito da altri ambiti musicali come Samuel dei Subsonica (“Oro e argento”) e Raiz degli Almamegretta (“Tangerine Dream”). Allo stesso modo, ai beat ci si trovano tanto DJ 2P quanto il buon vecchio Fritz Da Cat.

Lo spettro di sapori delle sedici tracce del disco è piuttosto ampio, si va da pezzi più duri come il già citato “Numero Uno” ad altri più morbidi come “Quello che voglio” con Julia Lenti. E dentro c’è un po’ di tutto: amore, storie di vita vissuta, bellezze latine, la città da cui Ensi proviene, cantata in “Torino State of Mind”. E anche un particolare racconto, “La scomparsa del pescatore”, in cui l’mc immagina che il celebre pezzo di Fabrizio De Andrè non sia mai esistito. Il miscuglio è variegato e dosato in maniera sapiente, per cui il pasto completo, dall’antipasto fino al dolce, regge e non annoia mai. In conclusione, “Era tutto un sogno” è l’alternativa ideale ai tanti dischi hip hop privi di spessore che si trovano in cima alle classifiche.

Marco Agustoni


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