Motorhead – The World Is Yours

4/5
Distribuita da Emi e autoprodotta da Lemmy e soci, la ventesima release da studio dei Motorhead “The World Is Yours” si incastra con “Inferno” e “Overnight Sensation” nella effimera graduatoria ‘miglior disco post “Bastards”’ datato 1993. Intendiamoci, un disco dei Motorhead è sempre un disco dei Motorhead, con la sua immensa intensità di rock and

Distribuita da Emi e autoprodotta da Lemmy e soci, la ventesima release da studio dei Motorhead “The World Is Yours” si incastra con “Inferno” e “Overnight Sensation” nella effimera graduatoria ‘miglior disco post “Bastards”’ datato 1993. Intendiamoci, un disco dei Motorhead è sempre un disco dei Motorhead, con la sua immensa intensità di rock and roll suonato durissimo e spesso velocemente con poche divagazioni. Tuttavia se escludiamo il già citato platter clamoroso del 2004, le release degli anni 2000 specialmente non brillavano certo per pezzi memorabili. Su “The World Is Yours” invece possiamo annoverare “Brotherhood of man” e “Outlaw”, che ci riportano a vecchi viaggi sulle note di una certa “Orgasmatron”, oppure presentano una costruzione ritmica veramente di pregio, come nel caso del Fuorilegge in questione che potrebbe far pensare a una “Sacrifice” di tempi andati. “Bye Bye Bitch Bye Bye” ci fa disintegrare tutto quanto abbiamo intorno tanto è rock and roll e adrenalinica (“Life’s A Bitch” qua suona pesante, ndr) e gli up-tempos di “Get Back In Line” e “Devils In My Head” non aiutano a fermarsi. Ci sono anche pezzi più veloci come “I Know How To Die” in un lavoro che non annoia e viaggia spedito. Forse l’unica pecca è proprio l’opener “Born To Lose”, che non convince in pieno nonostante Mikkey Dee dietro le pelli si faccia un tappone di montagna a furia di pedalare. “The World Is Yours” è il perfetto regalo di Natale per la famiglia felice che si rispetti, anche Babbo Natale scenderà dal camino a pogare insieme a voi e al nonno nel mezzo del cenone del 24. Attitudine a pacchi.

Piero Lisergi

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