Iggy and the Stooges Ready To Die

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Bravo Iggy, bravo! Fregatene di quello che ti dicono gli altri! Fregatene se il 1970 non tornerà mai più, fregatene se hanno demolito il disco reunion dei The Stooges (The Weirdness, del 2007)! Chiudiamo pure un occhio sulla prematura scomparsa di Ron Asheton (chitarrista originale), si tira avanti sempre e comunque. Ormai è chiaro che

Bravo Iggy, bravo! Fregatene di quello che ti dicono gli altri! Fregatene se il 1970 non tornerà mai più, fregatene se hanno demolito il disco reunion dei The Stooges (The Weirdness, del 2007)! Chiudiamo pure un occhio sulla prematura scomparsa di Ron Asheton (chitarrista originale), si tira avanti sempre e comunque. Ormai è chiaro che userai il nome Stooges per divertirti a fare roccherolle e terrai la tua carriera solista per la sperimentazione e i dischi di cabaret francese (che sono comunque bellissimi). Se richiami poi James Williamson, il chitarrista del leggendario Raw Power (1973), la fregola sale a mille! Operazione nostalgica, commerciale, blah blah, produzione non proprio esaltante…sono tutti dettagli. Qua ce l’Iggy cazzone di cui non se ne ha mai abbastanza. Chitarre sferraglianti, sassofono constante, e lui che canta a ripetizione “Un lavoro ce l’ho/ma non paga un cazzo”. Come si fa a non amarlo quando col suo vocione canta “Sex and Money” e il coretto replica “I want it”? Diavolo, riesce pure a buttare dentro un pezzo dedicato alle tette (“DD’s”), da vero babbo ipnotizzato dalle bocce, le pere insomma, e viene da chiedersi come mai nessuno ci abbia pensato prima. E, sornione, riesce a piazzare con scioltezza pure una sentita eulogia per l’amico scomparso, la conclusiva “The Departed”. Di dischi così non se ne hanno mai abbastanza, peccato che li sappia fare solo lui.

Marco Brambilla

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