Patrick Wolf – The Bachelor

4.5/5
Kriespiel – Hard Times – Oblivion – The Bachelor – Damaris – Thickets – Count Of Casualty – Who Will – Vulture – Blackdown – The Sun Is Often Out – Theseus – Battle – The Messenger Ci vorrebbe ben più di una semplice recensione per un artista del genere. “The Bachelor”, ultima release dell’eclettico

Kriespiel – Hard Times – Oblivion – The Bachelor – Damaris – Thickets – Count Of Casualty – Who Will – Vulture – Blackdown – The Sun Is Often Out – Theseus – Battle – The Messenger

Ci vorrebbe ben più di una semplice recensione per un artista del genere. “The Bachelor”, ultima release dell’eclettico artista britannico Patrick Wolf merita davvero di impossessarsi a lungo della funzione repeat dei vostri iPod, e il bello è che, per essere apprezzato, non necessita neppure di rinchiudersi in qualche forma di religiosa concentrazione.

Pensato per essere il primo capitolo di un racconto più organico e complesso (nel 2010 uscirà il seguito “The Conquerer”), questo album rivolge le sue atmosfere sospese tra dark e folk, tra elettronica e pop, ad un pubblico ampio e certamente capace di apprezzare l’evoluzione musicale del giovane londinese.

Sono ritmi incalzanti quelli che aprono il cd, con “Hard Times” e “Oblivion” supportate da una robusta presenza di chitarre ed electro-beat a fare da sottofondo a tonalità più cupe, quasi da Depeche Mode. Punto di contatto tra queste e le successive ballate (“The Bachelor”, l’epica “Damaris”, “Thickets” e la purissima “Theseus”) è l’inconfondibile rimando ad atmosfere celtiche, in cui violini e soavi backing vocal contribuiscono a conferire un qualcosa di etereo e sognante all’arte di Wolf.

La conferma che siamo di fronte ad un moderno David Bowie, forse già intuibile dal look (rivedibile…) in cui l’artista è immortalato in copertina (un misto di gothic e cyber-punk), la si ha grazie alla varietà di arrangiamenti con cui si viene accompagnati da una traccia all’altra, un mix maturo, forte e coinvolgente, che spazia tra generi davvero lontani tra loro, ammiccando tanto all’elettronica anni ’80 quanto al folk irlandese.
Patrick Wolf, con questo suo ultimo (capo)lavoro, regala emozioni importanti, capaci sicuramente di togliere il fiato. Non solo una dimostrazione di capacità tecnica raffinatissima, ma una superba tela a tinte forti e tratti spessi, un’intrigante opera capace di regalare a quest’estate 2009 in arrivo quel tocco di poetica malinconia da cui le temibili hit da spiaggia proveranno sicuramente ad allontanarci.

Alessandro Camaioni

Condividi.