Kings Of Leon – Only By The Night

4/5
Sito ufficiale della band Etichetta discografica Bentornati Kings of leon! I fratelli Followill ci riprovano ancora con “Only by the night”, quarto album della band che più di ogni altra ha rappresentato l’indie-rock made in U.S.A. E lo fanno con la stessa passione di sempre, con lo stesso spietato ardore con cui danno vita a

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Bentornati Kings of leon! I fratelli Followill ci riprovano ancora con “Only by the night”, quarto album della band che più di ogni altra ha rappresentato l’indie-rock made in U.S.A.
E lo fanno con la stessa passione di sempre, con lo stesso spietato ardore con cui danno vita a un garage rock primitivo, grezzo, che sa tanto di alcool a fiumi, sigarette e vita sregolata.
Ma questa volta i ragazzi sono cresciuti, e alle loro classiche melodie sporche affiancano sonorità e testi più adulti, più ponderati.

Di una potenza devastante “Sex on fire”: scuote le viscere per rimanere dentro la pelle, chitarre infuocate e la voce spezzata di Anthony Caleb che si contorce in un crescendo di intensità. You/Your sex is on fire /Consumed /With what’s to transpire /And you/Your sex is on fire/Consumed /With what’s to transpire: niente male per i figli di un pastore del Tennessee!
“Manhattan” invece sgretola l’atmosfera rock e si fa riflessiva, laconica come anche “Reverly”, ballatona soft-rock che sa emozionare. “I want you” invece sembra ripescata dal grunge anni 90.

Un bel disco insomma, più maturo rispetto ai lavori precedenti ma che mantiene tutta l’adrenalina e la carica tipici di questa band.

Valentina Lonati

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