Litfiba Trilogia 1983-1989 Live 2013

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E’ impossibile parlare male del nuovo live dei Litfiba “Trilogia 1983-1989“. Più in generale è difficile parlare male dei Litfiba fino al 1994, poi riguardo a dischi loffi, carriere soliste così così e reunion d’occasione possiamo discutere, ma sul resto no. Insieme a Maroccolo ed Aiazzi, Piero e Ghigo riportano in vita i classiconi della

E’ impossibile parlare male del nuovo live dei LitfibaTrilogia 1983-1989“. Più in generale è difficile parlare male dei Litfiba fino al 1994, poi riguardo a dischi loffi, carriere soliste così così e reunion d’occasione possiamo discutere, ma sul resto no. Insieme a Maroccolo ed Aiazzi, Piero e Ghigo riportano in vita i classiconi della Trilogia del Potere che lanciarono la band nell’olimpo new wave e rock underground all’epoca, costruendo basi solidissime su cui si innesteranno col passare degli anni logiche più commerciali e redditizie.

Sono stati di parola la voce e la chitarra storica dei Litfiba, arrangiamenti il più possibile simili agli eighties e cura maniacale per riprodurre al meglio gli originali. Tutto rispettato con poche eccezioni, grazie anche al bravissimo Luca Martelli dietro le pelli che se la cava benissimo anche nelle backup vocals. Chi era al concerto inaugurale all’Alcatraz, ritroverà nelle tracce della release in questione tutto l’entusiasmo e la libidine provata quel 30 gennaio (e ovviamente nelle repliche seguenti) nel risentire all’opera un gruppo che ha dato davvero tantissimo alla musica nazionale in trent’anni di onorata carriera.

Problematico individuare un momento migliore di un altro, i brani sono praticamente tutti importanti e devono essere gustati con la massima attenzione (e l’ovvio trasporto) del caso. Chiaro, “Transea” e “Versante Est”, così come “Pierrot e la Luna” sono chicche esagerate, ma anche la quaterna conclusiva “Corri”, “Amigo”, “Resta” e l’immancabile “Tex” fa paura. Un ascolto obbligato per chi beatifica l’indie folk dei giorni nostri, le contaminazioni moderne tra generi e il rock essenziale: i Litfiba avevano già capito tutto negli anni ottanta, questa è solo l’ennesima dimostrazione inappellabile dell’abilità di una delle migliori rock band della storia italiana. Chapeau.


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