Manowar The Lord Of Steel

4/5
Il nuovo album Manowar “The Lord Of Steel” è disponibile da oggi 16 giugno 2012 in digital download. Fortunatamente Joey DeMaio ha lasciato da parte orchestrazioni, esagerazioni sinfoniche e quant’altro, regalandoci insieme a Eric e compagni il miglior disco della band dal 1996 a oggi. L’atmosfera e la produzione grezzissima con tanto di chitarra zanzarosa

Il nuovo album ManowarThe Lord Of Steel” è disponibile da oggi 16 giugno 2012 in digital download. Fortunatamente Joey DeMaio ha lasciato da parte orchestrazioni, esagerazioni sinfoniche e quant’altro, regalandoci insieme a Eric e compagni il miglior disco della band dal 1996 a oggi. L’atmosfera e la produzione grezzissima con tanto di chitarra zanzarosa e basso fastidiosissimo conquisteranno da subito i defender e i metallari più attempati. “Manowarriors” è l’inno degli anni 2000, con buona pace di quella sega di “Warriors Of The World” ed è il pezzo che da solo vale il prezzo del biglietto. La canzone segue la velocissima e libidinosa opener titletrack: se escludiamo appunto questo brano, i tempi sono medi e si preferiscono i ritmi cadenzati e le cavalcate mid/up tempo, d’altra parte l’età incalza e i 60 sono dietro l’angolo (1954 per Eric e Joey). “Born In A Grave” è ben costruita mentre la successiva “Righteous Glory” è una ballad di pregio che vede sugli scudi l’immenso Adams, che chiude un filotto d’apertura da panico. “Touch The Sky” è da inquadrare, quasi spensierata nel suo incedere e tremendamente ottantiana; “Black List” fa crescere i bicipiti a dismisura solo nel primo minuto: uno di quei pezzi che i webzinari definirebbero “mid tempo roccioso e granitico” e che nella sua inutile prolissità si fa apprezzare alla grande. “Expandable” prosegue il lavoro di work-out tamarro mentre “El Gringo” non ci sta per nulla in questa tracklist e risulta quasi fuori contesto…ma la canteremo ubriachi quanto prima sotto il palco. “Annihilation” è l’ennesima grezzata diretta up tempo che precede l’auto-celebrazione conclusiva “Hail, Kill And Die” che ci unirà sempre di più sotto bandiere e sangue dei nemici poser.
Disco ignorantissimo e manna dal cielo per chi credeva di averli persi definitivamente da studio (non certo dal vivo). Molti non capiranno, molti altri criticheranno…ma a noi di questi molti non ce ne frega un cazzo. Top Record: siamo ancora vivi!

Paolo Sisa


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