MF/MB/ Colossus

MF MB Colossus 4/5
E’ ascoltando dischi come questo che ti si accendono domande tipo “che senso ha il revival?“. E sì, perché “Colossus” trasuda anni 80 da ogni microsolco. Lo ascolti e ti ritrovi a pensare ai Sisters Of Mercy, a David Bowie, agli U2, al krautrock, a…ma non è importante, perché quello che ti viene in mente

E’ ascoltando dischi come questo che ti si accendono domande tipo “che senso ha il revival?“. E sì, perché “Colossus” trasuda anni 80 da ogni microsolco. Lo ascolti e ti ritrovi a pensare ai Sisters Of Mercy, a David Bowie, agli U2, al krautrock, a…ma non è importante, perché quello che ti viene in mente è talmente tanto che ti accorgi che, per come l’hai usata fino ad oggi, la parola “revival” non va più bene.

Questo non è un tributo agli anni 80, né un complicato esercizio di stile: è un aggiornamento di determinate intuizioni, è la rivisitazione di specifiche idee del passato rilette col senno di poi. Degli anni 80 “Colossus” mutua il suo essere visceralmente trascinante, fisico, dannatamente intenso (fatelo partire e poi ditemi se “Unto Death” vi lascerà indifferenti). Dell’oggi gli MF/MB/ prendono i suoni, la potenza (la produzione di Lindberg metterà in difficoltà i coni del vostro impianto) e la concretezza. E, tanto per darvi un’idea più concreta di quello che intendo, non è un caso che fra le varie traccie faccia capolino “Passing Complexion” dei Big Black di Steve Albini.

Colossus è uno di quei dischi con cui il piede se ne va da sé e che ti fa venire voglia di ballare grazie al suo perfetto miscuglio di energia, carne e spirito.

Bravi, davvero bravi.

Stefano Di Noi


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