Stone Sour – Audio Secrecy

4/5
Corey Taylor è stato di parola. Il nuovo Stone Sour “Audio Secrecy” è un disco veramente importante per la band, giunta con questo al terzo album di inediti. Un lavoro che farà sicuramente discutere i fans della prima ora e anche chi, ascoltatore degli Slipknot, ha sempre seguito con attenzione l’evoluzione dell’oramai ex progetto parallelo

Corey Taylor è stato di parola. Il nuovo Stone Sour “Audio Secrecy” è un disco veramente importante per la band, giunta con questo al terzo album di inediti. Un lavoro che farà sicuramente discutere i fans della prima ora e anche chi, ascoltatore degli Slipknot, ha sempre seguito con attenzione l’evoluzione dell’oramai ex progetto parallelo del cantante del gruppo mascherato.

La netta virata su sonorità molto americane e moderne è stata compiuta con grande sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità: ci troviamo di fronte a un cd di rock che alterna alla perfezione momenti aggressivi e altri molto più posati e ruffiani. Corey non ha mai cantato così bene: ha lasciato da parte quasi del tutto i momenti dove grida furioso e ha scelto la via del pulito, per far capire anche a molti detrattori di essere una delle certezze per il prossimo decennio musicale dell’hard rock.
La produzione è clamorosamente nitida, impattante e curata, un disco che è fatto per essere ascoltato con un impianto decente per esaltarsi sin dall’intro di pianoforte appena accennata che precede all’esplosione di “Mission Statement”, uno dei pezzi migliori mai scritti dagli Stone Sour. “Audio Secrecy” viaggia alla grande per ben oltre metà tracklist: “Digital (Did You Tell)”, “Dying”, “Unfinished” e “Hesitate” sono tutti momenti da godersi col volume a palla, lasciandosi conquistare dall’aggressività così come dall’atmosfera dark e triste di alcuni passaggi acustici; da “Nylon 6/6” l’ispirazione comincia lentamente a calare salvo rialzarsi prepotentemente in “Miracles” e nella cattivissima “The Bitter End”. Forse l’unico neo dell’album è proprio aver inserito ben quattordici pezzi in scaletta: se la band si fosse limitata a dieci avremmo avuto qualcosa di più di un ‘semplice’ top record. “Audio Secrecy” è il miglior lavoro della band di Corey Taylor, che ha finalmente deciso di rivelare la propria identità, di lasciarsi alle spalle le attese di un pubblico che si sta comunque dimostrando fedele, per rischiare il tutto per tutto e per allargare a dismisura la propria fan base portando gli Stone Sour a un livello altissimo, anche a costo di risultare troppo ‘morbidi’ per i più intransigenti.

Melodie ariose a non finire e chorus da arena per una release che non può essere ignorata da nessun ascoltatore di rock che si rispetti. Da non ignorare la Deluxe Edition, con tre bonus track di notevolissima fattura che non avrebbero affatto sfigurato, anzi, nella tracklist originale.

Paolo Sisa

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