Pearl Jam Twenty – Dvd & OST Cds

4/5
Ok, adesso i documentari tirano. Ma questo non è solo un documentario, è una celebrazione. E poi c’è la mano di Cameron Crowe, chi meglio di lui per celebrare i Pearl Jam? Lui con la musica di Seattle ci è cresciuto (chi si ricorda del suo film Singles?), e dopo anni di successi (Jerry McGuire,

Ok, adesso i documentari tirano. Ma questo non è solo un documentario, è una celebrazione. E poi c’è la mano di Cameron Crowe, chi meglio di lui per celebrare i Pearl Jam? Lui con la musica di Seattle ci è cresciuto (chi si ricorda del suo film Singles?), e dopo anni di successi (Jerry McGuire, Almost Famous, Elizabethtown…) trova il tempo per dedicare dal profondo del cuore questo tributo. I Pearl Jam sono una delle poche band riuscite nel difficile percorso di maturazione alla pari coi loro fans. Coming of age, come direbbero gli anglofoni. Qualcuno avrà voltato le spalle ai PJ, sicuro, ritenendo che dopo il debutto con Ten non abbiano mai replicato la stessa energia e intensità, ma molti altri sono rimasti fedeli. Con loro si è creato quel legame magico che pochissime band riescono ad ottenere col proprio pubblico.
Crowe ha riesumato tanti, tantissimi filmati, partendo dagli scantinati di Seattle. Ci sono Gossard e Ament negli esordi dei Mother Love Bone, la scomparsa di Andy Wood, i Temple Of The Dog, Eddie Vedder importato dalla California, il successo travolgente, la faida con Ticketmaster, la tragedia a Roskilde…Il montaggio è ovviamente ottimo e alterna interviste alla band con live e registrazioni d’epoca, più tutto quanto sia divertente contorno (uno su tutti: la storia dei batteristi). Non è una semplice successione di quello che è accaduto all’uscita di ogni disco…gli album anzi passano addirittura in secondo piano, perché si sa, la band ha trovato il senso della propria esistenza nei live. Ecco spiegata la magia: il film si preoccupa di sottolineare come sia arrivata questa consapevolezza  e questa voglia nel mettersi in gioco ogni sera, davanti al proprio pubblico. Ecco i PJ di adesso: ogni sera una scaletta diversa, ogni volta sorprese per i propri fans, la voglia di essere sempre lungo la strada. Le immagini passano veloci e a volte viene da mettere in pausa per ripensare bene a quello che si è appena visto, schegge dell’ultimo ventennio musicale: le mazzate giocose sul palco con Chris Cornell, Eddie agli esordi che rischiava il collo con stage diving assurdi, Kurt Cobain che li schifa perché troppo commerciali, l’amicizia coi loro idoli Neil Young e The Who, la fans che piange con la bottiglia di vino…Sono già passati vent’anni, e potremmo forse essere appena a metà della loro storia.

Il film è accompagnato da un doppio album che raccoglie i brani portanti del documentario. Il primo disco (From The Film PJ20) è dedicato alla parte live: non è un best of, non è montato come un unico concerto. Ha piuttosto la qualità di una raccolta di bootleg ed è quindi orientato ai fans più accaniti. C’è “Alive” in una delle prime esibizioni, “Release” dallo storico concerto all’arena di Verona del 2006, un’emozionante “Crown Of Thorns” dei Mother Love Bone suonata durante il decimo anniversario dei PJ, “Walk With Me” assieme a Neil Young, “Garden” suonata in un buco in Svizzera nel ’92…fino alla recente “Just Breathe”.
Il secondo disco (Rarities and Inspiration) raccoglie invece rarità e demo varie. Anche qua oro colato per i fans più accaniti, che potranno gustare pezzi come “Say Hello 2 Heaven” (demo dei Temple Of The Dog), la cover di “I Anin’t Like That” degli Alice in Chains, demo totalmente acustiche, una “Better Man” live a NY con Eddie che lascia la prima strofa tutta al pubblico e così via…
Anche nella celebrazione, la band non si limita ad un semplice banchetto del riciclo con il classico best of o live standard, offrendo invece un prodotto, al solito, più vicino ai propri fans.

Marco Brambilla

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