Between The Buried And Me – The Great Misdirect

4.5/5
Era abbastanza difficile migliorare “Colors”, eppure il nuovo Between The Buried And Me è semplicemente impressionante. Certo, potremmo discutere per ore su quanto sia tutto architettato, su quanto sia sincero, su quanto ci prendano in giro mischiando cose a caso…ma potremmo anche parlare di quanto diavolo siano geniali, innovativi e dotati di un coraggio e

Era abbastanza difficile migliorare “Colors”, eppure il nuovo Between The Buried And Me è semplicemente impressionante. Certo, potremmo discutere per ore su quanto sia tutto architettato, su quanto sia sincero, su quanto ci prendano in giro mischiando cose a caso…ma potremmo anche parlare di quanto diavolo siano geniali, innovativi e dotati di un coraggio e di una personalità che è difficilissimo trovare oggigiorno.

Pazzesco ascoltare i passaggi delle incredibili “Disease, Injury, Madness”, “Fossil Genera” e la conclusiva “Swim To The Moon”; inquietante e allo stesso tempo appagante sentire come la fusione delle sonorità più inconciliabili (all’apparenza) sia oramai diventata un marchio di fabbrica difficilmente confondibile. Trovate voi stessi tutte le divagazioni su una base che è spesso death metal ma ha virato pesantemente verso sonorità progressive metal e classic/thrash: jazz, fusion, balera oriented liscio music, echi carnevaleschi, tastiere e synths con rumoristica varia. Crediamo sia inutile dilungarci sulla capacità tecnico/esecutiva dei ragazzi, per suonare cose del genere bisogna essere bravi, altrimenti si fa la figura dei cialtroni.
Non pensate di avere di fronte un puzzle casuale o peggio un mero esercizio di dimostrazione tecnica fine a sé stessa: siamo di fronte a uno degli album migliori dell’anno, una delle dimostrazioni di come si può essere davvero personali rielaborando e utilizzando a proprio piacimento una materia ricca come quella del prog rock e del metallo estremo.

Patton sarebbe fiero di loro, ma cosa direbbero gli Yes a sentire fin dove è arrivata la loro influenza? Un disco tutto da scoprire e da assaporare lentamente, senza pregiudizi, che potrà piacere a tutte le persone amanti della musica pesante e intelligente. Album clamoroso.

Piero Lisergi

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