Protest The Hero – Scurrilous

protest the hero 2011 4/5
Era abbastanza ovvio che dopo il terremoto “Kezia” (2005) e il disco della vita “Fortress” (2008), molti aspettassero i Protest The Hero al varco. Tutti pronti a dire che “Scurrilous” è troppo simile a quello precedente, che la spontaneità dell’esordio è smarrita o ancora che non c’è nulla di nuovo da sentire se avete già

Era abbastanza ovvio che dopo il terremoto “Kezia” (2005) e il disco della vita “Fortress” (2008), molti aspettassero i Protest The Hero al varco. Tutti pronti a dire che “Scurrilous” è troppo simile a quello precedente, che la spontaneità dell’esordio è smarrita o ancora che non c’è nulla di nuovo da sentire se avete già i due lavori precedenti. Già me lo immagino.
Allora adesso facciamo una cosa: Outune.net vi dice la sua, ed è un’opinione come le altre ovviamente, ma è più cazzuta, è quella del tipo del liceo un po’ strano, che si filano in pochi ma da cui tutti sono bene o male attratti (magari anche solo per rompergli il cranio alla prima occasione) e che non accetta correnti di pensiero di massa o di comodo. Va bene? “Scurrilous” è un disco che va comprato a scatola chiusa, possibilmente insieme a qualsiasi altra pubblicazione marcata Protest The Hero. Già che ci siete prendetemi anche una XL loro e una bionda media grazie.
Perché? Perché questi vanno supportati a prescindere, perché sono l’unica cosa degna di nota che è arrivata dall’incontro tra il metalcore, il progressive metal e tantissime influenze classiche (quanti Maiden che si sentono nella armonie madonna, ndr), con annesse follie vocali e fusioni a catena di fusion, falsetti e qualche (raro a sto giro) screamo/growl che non fa mai male. Cambi di ritmi ovunque e partiture che non portano da nessuna parte semplicemente se non avete voglia di andarci. Una capacità esecutiva disumana (leggete bene e sillabate, di-su-ma-na), un cantante, Rody Walker, che sta crescendo disco dopo disco anche in termini di personalità e una proposta che, nonostante non perda un briciolo in intricatezza, sta diventando sempre più fruibile per chi cerca qualcosa di ascoltabile anche da dei profani del genere. Basta apprezzare prodotti poco scontati, energici, che ti facciano sballare e che suonino dannatamente metallici (perché a noi alla fine di tante minchiate il Metallo ci piace, ndr), con tanti omaggi a Patton per l’ispirazione e agli amici Dillinger Escape Plan.
Colossali i ragazzi, esattamente come le sensazioni che avvertirete nelle centrali “Moonlight”, “Tapestry”, “Dunsel” e “Termites”. Ma parlare di titoli serve a una sega, godetevi tutto “Scurrilous” e comprate originale uno dei candidati al podio finale dei migliori prodotti dell’anno. Siamo troppo di parte? È vero, li adoriamo questi bastardi, li adoriamo!

Paolo Sisa

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